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I fantastici quattro piatti da ogni cambusa

6 novembre 2018

I fantastici quattro piatti da ogni cambusa

I fantastici quattro piatti da ogni cambusa

 

La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella.
(Anthelme Brillat-Savarin)

 

Siete affamati dopo la vostra giornata di mare e non sai cosa preparare? Ecco qui qualche piatto evergreen da provare direttamente dal squadra Samboat.

 

Bentornati cari lettori, arrivano in direttissima sul blog le Sam ricette! Test per un format innovante, che potrebbe dare il lancio ad una nuova categoria per i buongustai a bordo. Pensato per le vostre giornate in barca , per darvi un’idea generale di cosa preparare ai vostri ospiti, e come fare bella figura ai fornelli.

 

Cominciamo con una premessa, che come ben sapete la cucina in una barca, se non in uno yacht di 30 metri, é ristretta, poco confortevole, non abbastanza munita ma soprattutto in continuo movimento! Però’ una volta superate tutte queste problematiche la bella figura con la cena a poppa in alto mare è assicurata.

Abbiamo dunque, deciso di intervistare Andrea, un giovane cuoco con grande esperienza in mare e farci consigliare 4 piatti da leccarsi i baffi che hanno lasciato il segno durante le sue traversate.

 

Thierry di Samboat: Ciao Andrea, prima di iniziare con l’intervista, ti volevamo chiedere cosa pensi della cucina nell’universo nautico? 

 

Andrea: Ciao Thierry! Se vogliamo la cucina a bordo è anche per certi versi più affascinante, « l’impiattamento » non ha un ruolo fondamentale, si riscoprono i veri sapori del mare. Ovviamente non mi riferisco a navi o grandi imbarcazioni, ma in particolar modo nelle barche di taglia ridotta, o come le barche a vela che fanno il giro del mondo. Ammiro queste persone che sono sole in alto mare, in mezzo al nulla, e nonostante il mare mosso, vuoi per piacere, vuoi per necessità, accettano quotidianamente la sfida dei fornelli .

 

Lo zio

 

Thierry di Samboat: C’è qualche tecnica o abitudine che ti colpisce?

 

Andrea: Ovviamente non posso non citarti il grande Soldini e l’utilizzo della sua pentola a pressione. In effetti è una pratica che viene spesso “snobbata” in cucina ma crea varie possibilità da non prendere alla leggera.

 

(*Se non conosci Soldini, non esitare a leggere il nostro articolo sulla sua ultima impresa da velista)

 

Per una scelta pratica abbiamo deciso di non precisare le quantità, ma il mero procedimento culinario, ma ora bando alle ciance e passiamo ai famosi piatti:

 

1 #L’intramontabile – Le cozze alla tarantina

 

<<Vorrei cominciare con un piatto da preparare i primi giorni, con ingredienti appena comprati, alla pescheria del porto, prima di salpare per la vostra vacanza>>

 

Innanzitutto, pulite le cozze sotto l’acqua e togliete con un coltellino la barbetta e le impurità. Passate al secondo step e prendete un tegame, dove mettere olio extravergine e spicchio d’aglio, lasciatelo imbiondire per poi aggiungere le cozze, con un ciuffetto di prezzemolo intero, sfumando il tutto con qualche goccia di vino bianco.

Tenete coperto il tutto con un coperchio fino a che non si schiudono completamente. Una volta schiuse procedete alla filtrazione delle cozze, con un colino da setaccio ristretto, per eliminare le impurità.

Nel mentre, munitevi di un altro tegame olio aglio e peperoncino (possibilmente fresco e senza semi), aggiungete di pomodori freschi pelati, da lasciar cuocere per circa 5 minuti. Dopo di che versate le cozze nel sugo

Ultimo passaggio tagliare un po di prezzemolo finemente e aggiungere una macinata di pepe

 

Il tocco in più: Se possedete un altro fornello a parte preparare una padella sempre con olio ed aglio, affettare il pane, e abbrustolite il tutto per dare vita alle vostre bruschette doc.  

 

2 #Terraescogli – Linguine ai gamberetti e zucchine

<<Questo primo mi ha sempre colpito per la sua capacità intrinseca ad unire sapore di mare e sapori rurali, si sposa perfettamente con le cene un po’ più intime di coppia>>

 

Per prima cosa pulite i gamberetti, sciacquati per bene, tagliate la testa, le zampe, sgusciate la coda ed il carapace e svuotare l’intestino. Le zucchine invece, vanno spuntate e tagliate a concassé. Preparate una padella con olio e scalogno tagliato, fatelo rosolare, aggiungete le zucchine con un po’ di sale e pepe. Dopo qualche minuto aggiungete i gamberi, sfumati con un po’ di bianco. Mentre il vino bianco sfuma sciogliete lo zafferano nell’acqua calda, aggiungetelo al condimento in padella una volta che il vino è evaporato. Mescolate bene il tutto, per chi preferisce, può aggiungere un cucchiaio di panna fresca.

 

Nel mentre fate cuocere la pasta in acqua salata, per poco meno di tre quarti di cottura, dopo di ché, scolate la pasta conservando un po, di acqua di cottura, e completare la cottura in padella, aggiungendo l’acqua in occorrenza. Completare il piatto con una spolverata di prezzemolo.

 

Et voilà!

 

3 #IlPescato – L’insalata di polpo e patate

<< In qualità di pescatore subacqueo sfortunato, capita spesso che tra le mie prede risplendono principalmente polpi, fortunatamente una volta accostati alle patate danno vita ad una deliziosa insalata>>

 

Cominciate dalle patate, che vanno lavate ed immerse in una pentola con acqua fredda. Poi messe a bollire per 30-40 minuti, in base alla grandezza del tubero. Per pulire il polpo, rigirate e svuotate la testa, con un coltellino togliete il dente, poi passate agli occhi, sciacquatelo e sbattetelo con un martelletto se fresco (vivo).   

In un secondo momento, preparate un pentolone con acqua abbondante e foglie di alloro, portando l’acqua a bollire. Immergete solo i tentacoli del polpo per 2-3 volte in modo che siano ben arricciati. Dopo di che, inserite tutto il polpo, coprite facendo cuocere per circa 40 minuti (ogni mezzo chilo di polpo 25 minuti). Una volta cotte le patate, scolatele, pelatele. Tagliate il tutto a piacere (io sono un’amante dei cubetti) e mettete tutto insieme con un condimento preparato a monte di sale, olio, succo di limone e pepe. Mescolate il tutto ed aggiungete il prezzemolo tritato alla fine.  

 

4 #FacileEspresso-La frittura di baccalà

<< Veloce, intenso ma soprattutto squisito! Il baccalà fritto non può mancare in barca, fidatevi>>

 

Pulite il baccalà, (ognuno con la sua propria tecnica), tagliate il baccalà a fette spesse circa 4 cm, quelle più lunghe fatele a metà;, infarinate i tocchi. Versate l’olio in un padella. Friggere pochi pezzi per volta per circa 5-6 minuti. Una volta ben dorati scolateli su un foglio per assorbire l’olio. Aggiunta di sale e limone a piacere.  

Mangiare in barca

Speriamo che queste ricette vi siano d’aiuto nei momenti di difficoltà, in caso contrario vi ricordiamo un antico detto che definisce la cucina l’arte dell’arrangiarsi con quello che si ha.

 

Ed adesso che avete le ricette in tasca cosa manca? Forse la barca? Se stai cercando una barca vieni a dare un occhiata alla nostra offerta.  

 

Infine prima di salutarti  ti vogliamo lasciare con un ultima domanda, tra le ricette di Andrea quale proveresti a replicare durante le tue vacanze in barca? Commenta qui sotto e facci sapere se questo format ti è piaciuto!

 

M2T